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15-11-2008
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Ogni giorno nel nostro paese vengono aperte 4 tra moschee o "sale di preghiera" per immigrati musulmani. Sei favorevole alla concessione dei permessi per queste attività?
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1) AMORE PER L'IDENTITA';
2) AMORE PER LA LIBERTA' E I DIRITTI UMANI;
3) AMORE PER LA VITA E LA FAMIGLIA;
4) AMORE PER IL LAVORO E LA GIUSTIZIA SOCIALE.

1)
“AMORE PER …

Il più grande pericolo che la società odierna corre è quello d’essere ostaggio di una falsa libertà che nasconde in sé il rischio di nuove forme di dittatura di stampo tecnocratico, che pongano una seria ipoteca sulla personale capacità di scelta del singolo.

La sfida che si presenta per le nuove generazioni, e soprattutto per coloro che tra questi s’impegnano in politica, è quella di spezzare questa catena che ci lega e c’impedisce di correre liberi con la fantasia, con le idee, con la voglia di autodeterminarsi scegliendo.

L’antidoto, contro il livellamento della forza critica, delle specificità, delle particolarità e delle diversità, è senza dubbio il valore dell’identità intesa come sentimento comune e patrimonio condiviso di un popolo, di una terra rispetto alla propria storia, alla propria cultura, alla propria lingua e alla propria religione.

Difendere tutto quello che ci appartiene e tutto ciò che sentiamo far parte di noi stessi è un riflesso naturale e uno stimolo necessario per consentirci di costruire quel futuro che desideriamo ed in cui abbiamo il diritto di credere.

Quindi, identità come difesa delle nostre tradizioni, difesa della nostra lingua, ma anche difesa di ciò che mangiamo, delle nostre produzioni tipiche e della nostra cucina.

Difesa della qualità del nostro artigianato e dei suoi prodotti dall’invasione delle tante imitazioni e dall’assalto del mercato cinese che tutto copia sfruttando la manodopera di operai sottopagati e fuori da qualsiasi logica di protezione sindacale e di rispetto dei diritti civili.

Questo è tutto quanto abbiamo cercato di fare con la nostra quotidiana attività politica, con il nostro impegno e con la nostra responsabilità in tutti i luoghi istituzionali in cui siamo presenti.

In questi anni di attivismo politico abbiamo promosso iniziative di sensibilizzazione della società civile verso questi argomenti con numerose campagne tematiche: da quella centrata sul problema dell’invasione cinese nelle nostre realtà ed il soffocamento nei nostri quartieri delle attività preesistenti con il conseguente isolamento dal resto del contesto urbano; a quella finalizzata alla valorizzazione delle produzioni tipiche denominata “mangiacomeparli”; alle diverse conferenze e incontri promossi per ribadire l’importanza dell’identità europea, quale perno per la pace nel mediterraneo e per il rispetto ed il confronto con il mondo arabo.
Abbiamo inoltre promosso iniziative a difesa dei nostri prodotti, denominate “Compra Italiano” e “Mangia italiano” e campagne per stimolare una consumo critico in grado di far acquistare al consumatore una consapevolezza del proprio agire.

2)
Nel panorama geopolitico mondiale due sono le situazioni che, in prospettiva, minacciano la pace e la libertà: la prima riguarda il rapporto tra i paesi occidentali e l’Islam nella sua complessità, la seconda riguarda l’espansione economica del gigante Cina.
Comune denominatore di entrambe queste realtà l’assoluto disinteresse per i diritti delle persone, specialmente delle donne.
Rapporto con l’Islam
Illuminanti per descrivere l’approccio dell’Occidente nel rapporto con l’Islam e più in generale con i paesi altri sono le parole del Presidente del Senato Marcello Pera: “L'Occidente è in crisi. Attaccato dall'esterno dal fondamentalismo e dal terrorismo islamico, non è capace di rispondere alla sfida. Minato dall'interno da una crisi morale e spirituale, non trova il coraggio per reagire. Ci sentiamo colpevoli del nostro benessere, proviamo vergogna delle nostre tradizioni, consideriamo il terrorismo come una reazione ai nostri errori. Il terrorismo, invece, è un'aggressione diretta alla nostra civiltà e all'umanità intera”.
Continuando con l’atteggiamento debole e relativista che ha caratterizzato la mentalità dominante degli ultimi 40 anni l’Europa, faro dell’Occidente, è destinata a soccombere.
In Europa si fanno pochi figli. L’Europa come comunità politica non esiste se non sulla carta e ciascun componente quando prende una posizione la prende sempre pro domo sua. Questa Europa dei burocrati di Bruxelles ha la sfacciataggine di rinnegare le sue radici cristiane, affermando l’equipollenza di tutte le culture nella secolare formazione della sua identità. In questa “piccola” Europa si sviliscono i valori fondanti della vita, del matrimonio, della famiglia in nome di un non ben precisato atteggiamento di accoglienza. Ma accogliere significa ospitare e non annullare la propria identità. L’integrazione si fa con chi è disposto a integrarsi.
Ma soprattutto una parola su tutte si impone: RECIPROCITA’!
Questo il punto di partenza in qualsiasi confronto con l’Islam. Questa l’unica strada che permetta di superare anche il problema alla base: i musulmani non hanno una sola voce, che non significa necessariamente una sorta di Chiesa, ma certo una uniformità nel prendere posizione.

NO all’ingresso della Turchia in Europa.
NO alla costruzione di Moschee sul suolo italiano.
NO all’infibulazione negli ospedali italiani.
Il gigante cinese
La Cina è un paese-continente di oltre un miliardo 300 milioni di abitanti, che sta conoscendo una crescita economica travolgente e che sta facendo, dopo l’ingresso nel WTO, nel 2001, ogni sforzo per accreditarsi come un "paese normale".
Ma non lo è. Però “copia”… Da qui il grande interesse della Cina per la moda occidentale, per l’organizzazione delle Olimpiadi a Pechino nel 2008 e, in generale, per tutto ciò che viene da Ovest.
Si tratta di un paese protagonista di una delle più imponenti crescite economiche che la storia abbia mai registrato (dal 1996 al 2004, 7-9 punti all’anno di incremento del PIL, 20 % l’anno di aumento della produzione industriale). Un dato su tutti: all’inizio del 2003 in Cina si contavano “solo” 10 milioni di telefonini; a fine 2005 erano 400 milioni. Che velocità!
Tutta questa crescita vertiginosa ha comportato una gigantesca razionalizzazione della produzione, pagata duramente dalla popolazione, in termini di milioni di licenziamenti, di perdita di tutela scolastica, sanitaria e previdenziale e lavoro che viene pagato con salari bassissimi.
Se si guarda oltre la muraglia dell’ufficialità si scoprono facilmente grandi drammi sociali, come le tremende epidemie della Sars e dell’Aids, con centinaia di migliaia di vittime (che si è cercato sempre di occultare), le esecuzioni capitali (i due terzi del totale mondiale), l’uso diffuso della tortura nelle carceri, il traffico degli organi dei condannati a morte (denunciato anche da medici cinesi dissidenti), la repressione delle minoranze etniche e religiose (vedi Tibet e Falungong), la pesante censura di Internet e di tutti i media non allineati col regime, la persecuzione dei sindacalisti e di ogni forma di dissidenza. Per non parlare della rigida politica demografica (un figlio per famiglia), che costringe spesso le madri a uccidere le proprie figlie appena nate perché si preferisce il maschio.
Non ha un prezzo troppo alto chiudere gli occhi davanti questi dolorosi risvolti umani e sociali della crescita del gigante Cina, ormai vicino all’Occidente per le conquiste economiche, ma ancora lontano, molto lontano, per gli standard di democrazia e di civiltà e, in particolare, per le violazioni dei fondamentali diritti umani?

SI ai dazi per frenare la concorrenza sleale del mercato cinese che ignora le norme dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (agenzia ONU) e è sostenuta da aiuti di Stato vietati altrove.
SI alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso un consumo critico.
SI a politiche di sostegno delle minoranze etniche e religiose perseguitate dal regime comunista cinese.

3)
La famiglia, intesa come comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, è titolare di diritti propri e originari e del ruolo procreativo che permette alla società di preservarsi e rinnovarsi.
La famiglia è al centro della vita sociale e non è dunque una creazione artificiosa dovuta a convenzioni umane ispirate all’egoismo dell’individuo o a imposizioni legislative frutto della confusione mentale della maggioranza elettorale di un momento (vedi la Spagna di Zapatero).
I valori dominanti di un popolo sono figli dell’identità di quello e non della ondivaga volontà dell’elettorato.
Il matrimonio non è un semplice patto di convivenza, bensì un rapporto con una dimensione sociale unica rispetto a tutte le altre. Ma soprattutto è una unione spirituale tra due persone che, unite nell’amore reciproco che è stato loro donato, intendono consacrare la loro scelta.
La costituzione di una Famiglia è essenziale per lo sviluppo della Nazione e del suo benessere economico, sociale e per la trasmissione dei suoi valori spirituali e culturali.
Lo 'stare insieme', contrariamente a quanto sostengono i 'contrattualisti' in voga nella società moderna, non è un semplice atto convenzionale, ma una autentica tensione spontanea dell’uomo, e comporta l’assunzione di responsabilità.
Di conseguenza la famiglia è anche affidataria di doveri. È, infatti, responsabile della educazione prima e fondante del carattere della persona umana: questa può risultare equilibrata solo se i ruoli della madre e del padre non sono confusi o addirittura annullati e sostituiti dal generico ruolo di genitore, a prescindere dal sesso. A un bambino occorrono una mamma e un babbo, non due genitori!
Vita, famiglia e matrimonio
NO all’aborto e alla cultura della superficialità e dell’egoismo che antepone i diritti dell’individuo nato rispetto a quelli del nascituro: l’embrione è persona.
SI alla tutela e a politiche di sostegno della maternità: bonus bebè, latte in polvere gratuito per i neonati, asili pubblici gratuiti.
SI allo snellimento delle pratiche per l’adozione e alla restrizione a casi particolari della fecondazione assistita, perché paternità e maternità non possono essere un capriccio, un costoso affare per pochi.
NO all’equiparazione giuridica tra la famiglia fondata sul matrimonio e le altre forme di convivenza, come ad esempio le unioni di fatto e le unioni omosessuali, riconoscimenti che costituiscono l’anticamera alla richiesta di adottare bambini.
NO all’annullamento della differenza sostanziale a livello pedagogico tra figura della madre e quella del padre in nome di una indistinta e indistinguibile figura di genitore.
Casa
Nel contesto della tutela della Famiglia, si inserisce anche il problema della casa che deve essere un diritto minimale di proprietà di c i a s c u n nucleo familiare; come tale, devono essere attuate politiche che assicurino, soprattutto per le giovani coppie, l’acquisizione di un’abitazione.
NO a ogni forma di tassazione sulla prima casa.
SI al canone sociale che non superi un quinto del reddito del nucleo familiare.
SI alla preferenza nazionale nell’assegnazione delle abitazioni di proprietà pubblica.
Anziani
Vanno tutelate le fasce più deboli, non solo i nascituri e i bambini, ma anche gli anziani: questi ultimi, una volta ritenuti emblema di saggezza e riferimento per l’intera società, oggi, in pieno “clima di furore consumista”, sono relegati, in quanto irrilevanti produttori-consumatori e incapaci di stare al passo di assurde e inumane velocità, ai margini della vita sociale, magari parcheggiati in qualche alienante struttura assistenziale.
Agli anziani, invece, deve essere riconosciuto il ruolo tradizionale che le grandi civiltà hanno sempre accordato loro doveroso rispetto per chi ha fattivamente costruito il presente e posto le basi del futuro.
SI ad adeguati “assegni di accompagnamento” per le famiglie che scelgono di tenere in casa anziani non più indipendenti.
Lavoro domestico
Va altresì riconosciuto anche economicamente l’alto valore del mestiere di casalinga.
SI all’assicurazione gratuita per le casalinghe e a un riconoscimento economico di queste “custodi del focolare”.

4)
“AMORE PER …………………………

La Toscana vive in una situazione di assoluta sudditanza del mondo del lavoro nei confronti della sinistra.

Questo vale per i tanti piccoli e medi imprenditori o artigiani i quali (oltre a subire la concorrenza sleale delle cooperative avvantaggiate da un sistema di agevolazioni) per poter accedere al credito e ai finanziamenti pubblici devono passare per una fitta rete creata dalla sinistra.
Credito e finanziamenti sono gestiti in assoluto monopolio dalle grandi banche rosse, alle quali si arriva soltanto attraverso il filtraggio delle organizzazioni di categoria (CNA – CIA – Confesercenti, etc.) e delle istituzioni per il supporto e la distribuzione dei contributi pubblici (FIDI Toscana, ArtigianCredito, etc.), le une e le altre controllate e gestite dai DS.

Questo vale per i tanti lavoratori delle cooperative, in special modo i giovani che si affacciano al mondo del lavoro, costretti a subire la prepotenza di un sistema privo di tutele e diritti.
I comunisti, quando da sindacalisti si trasformano in imprenditori, si rivelano come i peggiori datori di lavoro, spregiudicati e privi di scrupoli nei confronti dei lavoratori.
Nelle cooperative non esiste articolo 18, minimo salariale fissato per legge, orario di lavoro protetto, tempo indeterminato, TFR; nelle cooperative si paga per avere il posto di lavoro.

PROPONIAMO e CI BATTEREMO PER
- Una tra maggiore trasparenza nel sistema dei contributi pubblici;
- Una riforma del sistema bancario toscano che riaffermi la libertà di accesso al credito per i piccoli e medi imprenditori e per gli artigiani secondo una logica meritocratica, fuori dal clientelismo e dall’affarismo dei partiti;
- Una riforma del sistema delle cooperative che sancisca una distinzione tra piccole cooperative, medie cooperative e grandi cooperative, riscrivendo e riaffermando i diritti dei lavoratori (soci e non soci) delle cooperative stesse.


QUESTO SIAMO E QUESTI VALORI DIFENDEREMO!
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