Ogni giorno nel nostro paese vengono aperte 4 tra moschee o "sale di preghiera" per immigrati musulmani.
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Persa una piccola grande occasione in Consiglio Comunale
Una piccola grande occasione persa
Durante il Consiglio Comunale di martedì 16 dicembre, nel contesto di una discussione accesa e interessantissima su diversi aspetti del problema casa a Pisa, che ha visto discusse una mia interpellanza sui problemi dell’edificio ERP chiamato “il Casone”, in San Biagio, e la proposta della giunta su alcune modifiche al regolamento per l’emergenza casa, ho presentato un ordine del giorno, insieme ai colleghi del gruppo del PdL, che intendeva fare un ulteriore passo avanti in fatto di politiche socio-abitative.
Con l’odg, preso atto della grave emergenza casa esistente in città e della straordinarietà di Pisa in fatto di politiche abitative, recentemente riconosciuta anche a livello nazionale con l’inserimento nel novero delle città in cui si possono prorogare gli sfratti, e che le politiche urbanistiche degli ultimi anni non hanno tenuto nella necessaria considerazione la ricerca di aree destinate all’edilizia residenziale pubblica, intendevamo affermare la volontà di sostenere non semplicemente il diritto alla casa, ma il diritto alla proprietà della casa anche per le famiglie meno agiate.
La proposta contenuta nell’odg, che può a una prima lettura non avere la portata che effettivamente ha, mira a un obbiettivo che va al di là del semplice sostegno ad alcune famiglie
Si tratta in definitiva di una misura volta a stemperare sul nascere il risentimento, diffuso in certi strati della popolazione, che deriva dal sentirsi “trascurati” dall’Amministrazione, giustamente e legittimamente molto attenta ai più poveri tra i poveri, ma a volte poco sensibile alle esigenze dei “poveri non poverissimi”. Crediamo, però, che non si possa più distinguere tra poveri e poveri, e non ci si possa occupare soltanto della miseria, chiudendo gli occhi di fronte alla povertà.
Perché è pericoloso: si rischia di innescare un meccanismo che porta rapidamente all’insorgere di frizioni sociali tra poveri diversi. “Valutare ipotesi di intervento attivo dell’Amministrazione per favorire il diritto alla proprietà della casa”, come indicava il dispositivo dell’odg, aveva come ricaduta l’effetto di costruire coesione sociale, perché facendosi sentire vicina anche ai pisani che sognano una casa di proprietà, ma non hanno neanche in prospettiva la possibilità di poterla acquistare con le loro sole forze, l’Amministrazione Comunale avrebbe dato quel segnale di interesse che molti cittadini “poveri non poverissimi” si attendono da tempo.
Noi continueremo comunque questa battaglia di civiltà, confidando di riuscire a trovare nei nostri interlocutori persone capaci di andare al di là delle barriere ideologiche. Per il bene di Pisa.